Il Quartiere Francese di New Orleans ha un cuore siciliano.

  • Facciamo un piccolo viaggio negli Stati Uniti, per visitare la celebre New Orleans, in Louisiana.
  • Il suo Quartiere Francese racchiude un segreto legato alla Sicilia.
  • Un secolo fa, infatti, il quartiere era molto diverso: ecco perché era chiamato “Little Palermo“.

Non si finisce mai di scoprire le storie dei siciliani. Andando indietro nel tempo, si trovano davvero infiniti esempi di come la gente partita dalla nostra Isola abbia saputo trovare fortuna ovunque. A dimostrazione di quanto abbiamo appena detto, vi raccontiamo una storia che ci porta negli Stati Uniti, in Louisiana. Ci fermiamo nel celebre Quartiere Francese di New Orleans, conosciuto in tutto il mondo e molto pittoresco. Proprio il French Quarter rappresenta il cuore della cittadina, ma sapete che quel cuore pulsa anche grazie al sangue siciliano? Ebbene sì: all’inizio del Novecento la stragrande maggioranza degli abitanti del quartiere era proprio italiano, da qui il nome di “Little Palermo” o “Little Italy”. Essere siciliano o essere italiano era praticamente la stessa cosa, a New Orleans. E non finisce qui: c’è ancora molto altro da dire.

Muffuletta e Jazz: i siciliani famosi a New Orleans

Tra i porti di Palermo e New Orleans esisteva un lungo e solido legame. Tanti siciliani arrivavano in America attraverso il Port di New Orleans e molti proprio qui trovavano lavoro come scaricatore di porto. Servivano braccia robuste per scaricare tante merci. Una volta arrivati, andavano a vivere proprio nel Quartiere Francese di New Orleans. Nei pressi del mercato c’è Central Grocery, un negozio di alimentari fondato oltre un secolo fa dal siciliano Salvatore Lupo. Da questo market la muffuletta siciliana ha conosciuto notorietà negli States: è diventato iconico, mantenendo quel legame tra la Sicilia e gli USA. Ancora, la presenza siciliana è rappresentata dal Roman Candy. Nel 1915 Sam Cortese decise di vendere dolciumi con un carretto e, ancora oggi, il nipote di Cortese guida quella azienda. Ron Kottemann ha ripreso i sapori del nonno, che li aveva appresi dalla mamma, Angelina Napoli Cortese. E non finisce qui.

Proprio a New Orleans, la capitale del jazz, i siciliani hanno dato un contributo fondamentale. Nick La Rocca è visto un po’ come il padrino del jazz. Aveva una band formata da cinque elementi e, con il suo gruppo, incise  il primo album di jazz, nel 1917. Non solo specialità enogastronomiche, dunque, ma anche tanta cultura. La prossima volta che sentirete parlare del Quartiere Francese di New Orleans, ricordatevi che a renderlo ciò che è, è stata anche la Sicilia!

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