La storia di Sicilia è piena di personaggi singolari e interessanti. Tra questi, non possiamo non inserire anche Raniero Alliata di Pietratagliata. Figlio di Luigi Alliata, fu riconosciuto nel 1903 Principe del Sacro Romano Impero, dei Duchi di Pietratagliata (ramo cadetto dei principi di Villafranca) e di Bianca Notarbartolo di Villarosa. Diventò famoso in quanto celebre esoterista.

A Palermo, in via Serradifalco, si trova una villa adesso in stato di abbandono. C’è stato, però, un tempo in cui villa Pietratagliata incantava chiunque, avvolta da piante esotiche e da un immenso parco. L’ultimo ad abitarla fu proprio Raniero, che fu anche entomologo di fama mondiale. La sua collezione di farfalle e insetti è custodita al Museo Naturalistico Regionale di Palazzo D’Aumale di Terrasini.

Ma torniamo alla sua fama di “mago nero” e al suo interesse per l’occulto. La sua fama , al pari del suo interesse per l’occultismo, la teosofia, lo spiritismo e i fenomeni paranormali lo accompagneranno fino alla morte, dandogli la fama di principe mago.

Il suo interesse per le discipline occulte, l’esoterismo e la teosofia non devono sorprendere: esse erano diffuse negli ambienti aristocratici palermitani di inizio novecento, a cui prenderanno parte lo stesso Giuseppe Tomasi di Lampedusa e i fratelli Piccolo.

Abitò a Villa Alliata di Pietratagliata in via Serradifalco a Palermo, gioiello del neogotico palermitano, fatta costruire dal padre su progetto dell’architetto Francesco Paolo Palazzotto (Palermo 1849-1915). A partire dal 1925, Raniero Alliata di Pietratagliata si chiuse nella sua villa, dopo una grossa perdita al gioco. Non ne uscì più, fino al giorno della morte, avvenuta nel 1979.