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I ruderi della Chiesa di Sant’Ignazio di Mazara del Vallo sono tutto ciò che resta dell’antica costruzione dei Gesuiti, costruita nel 1701 sui resti di un palazzo dei nobili mazaresi Adamo. Oggi sopravvive solo la facciata barocca in pietra da intaglio, ma tanto basta per immaginare un passato glorioso. L’edificio sacro crollò nel 1933. Nell’ultimo trentennio della sua esistenza funse da Cattedrale, poi fu chiusa al culto e trasformata in sala per riunioni consiliari, cinema e sede di comizi elettorali.

Alla chiesa sopravvissero, per un decennio, i due campanili gemelli demoliti dopo le bombe del 1943. Il ricco portale d’ingresso conserva ancora il busto di Sant’Ignazio del Marabitti, racchiuso in un fregio. Come abbiamo anticipato, i ruderi della Chiesa di Sant’Ignazio sono il racconto di uno splendido passato. Aveva una pianta ovale, con otto coppie di colonne tuscaniche sei altari laterali e uno maggiore al centro con una grande cupola e due campanili gemelli. Era stata disegnata da Angelo Italia e Giacomo Napoli, che firmarono anche il Collegio della Compagnia di Gesù, alla quale Sant’Ignazio era collegata con un passaggio vicino all’altare.

Nonostante alla Chiesa di Sant’Ignazio di Mazara del Vallo manchino tanti degli antichi elementi strutturali, ciò che si è conservato riesce comunque a mantenere la sua aura di sacralità, come il busto in marmo del Santo, cui abbiamo già fatto accenno. Mazara del Vallo si affaccia sul Mediterraneo, alla foce del fiume Màzaro, e dista meno di 200 km dalle coste tunisine del Nord Africa. Il vecchio centro storico, un tempo racchiuso dentro le mura normanne, include numerose chiese monumentali, alcune risalenti all’XI secolo. Presenta i tratti tipici dei quartieri a impianto urbanistico islamico tipico delle medine, chiamato Casbah (anche Kasbah), di cui le viuzze strette sono una specie di marchio di fabbrica.

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