Domenica 22 dicembre Nicosia si veste a festa per la Sagra dà Piciòta e i Mercatini di Natale. Il centro dell’Ennese dedica un evento al suo piatto tipico: quando l’inverno è alle porte e la prima neve imbianca le montagne, non c’è niente di meglio di un pasto tradizionale, per scaldare mente e corpo.

La piciòta è un piatto tipico della montagne, una versione siciliana della polenta. Gli ingredienti sono tutti siciliani, a cominciare dalla farina di cicerchie. Si può accompagnare con broccoletti e lardo, ma anche con pancetta o salsiccia. Non devono mancare fettine di pane abbrustolito. Qualora ne avanzasse (ma è difficile, vista la sua bontà), il giorno dopo si taglia a cubetti e si mangia fritta. La Sagra dà Piciòta si tiene a Villa Burrafato. In via Umberto I ci saranno i Mercatini del Gusto, con prodotti agroalimentari e i negozi proporranno tanti articoli natalizi. Sarà l’occasione per fare shopping, visitare chiese, presepi e il Museo Diocesano.

Nicosia sorge sui declivi di quattro rupi su cui spiccano i ruderi del castello medievale. Nicosia, “Città di S. Nicolò”, si suppone fu fondata dai Bizantini attorno al VII secolo. Tra le nevi e i boschi delle Madonie e dei Nebrodi, si insinua un territorio collinare che già affascinò gli Arabi (“Oppidum Sarracenorum”), il Normanno Conte Ruggero d’Altavilla e l’Imperatore svevo Federico II.

Ruggero ripopolò Nicosia con genti lombarde che conferirono alla città un particolarissimo dialetto gallo-italico, tuttora parlato dagli adulti. Federico II arricchì la cultura e l’arte della città. Nicosia fu “Città Demaniale” fin dal XII secolo possedendo numerosi feudi e incrementando il proprio patrimonio architettonico ed artistico che, correndo attraverso il rinascimento e l’era barocca, giunge fino all’800 con i raffinati palazzi gentilizi della “città dei 24 Baroni”.

Foto Wikipedia

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