Ecco come fare la frascatula siciliana

La frascatula non è altro che uno dei piatti poveri della sicilia più "popolari" della regione. Il piatto vede le sue origini in Sicilia, durante la dominazione romana, ed è poi rimasta sulla tavola dell'isola come piatto "d'emergenza". 

Come sappiamo, ancora ora sopravvivono in Sicilia le farinate e le polente (la prima polenta della mia vita l'ho mangiata a Linosa). In diverse zone della Sicilia le farinate o le polente vengono chiamate arriminàta o frascàtula il cui termine deriva dal francese “flasque” (ossia molliccia). 

LA RICETTA

La versione più semplice della Frascatula Siciliana si ottiene facendo ammorbidire la farina di grano duro in acqua calda; la si lascia cuocere (mescolando continuamente per una decina di minuti) sino ad ottenere la corposità desiderata;

Un’altra versione (a mio avviso anche più buona) prevede di cuocere la semola nell’acqua di cottura di un mazzo di finocchietti selvatici, aggiungendo gli stessi tagliati in piccoli pezzi e insaporendo con olio d'oliva a cottura ultimata.

LE VARIANTI

A Modica, la frascatula va fatta nella versione semplice con la sola aggiunta di pecorino.

Ad Agrigento, la Frascatula viene fatta come un minestrone, dove oltre al finocchietto selvatico, non devono mancare mai, la cipolla, il carciofo ed il pomodoro. 

Le interpretazioni più ricche sono invece quelle della provincia di Enna:

Ricetta frascàtula ennìsi: fate bollire circa 800gr di broccoli. In seguito preparate un buon soffritto di olio, aglio, peperoncino, con l'aggiunta di pezzetti di lardo e/o pancetta. Unite broccoli e pancetti e fate insaporire con l'aggiunta di un bicchiere di vino rosso. Adesso prendete il soffritto e riversatelo nell'acqua di cotture dei broccoli. Quando bollirà, versate 150 gr di semola e fate cuocere, mescolando sempre, per una decina di minuti; al piatto unite un filo d’olio sempre a crudo.