Sarde allinguate, secondo della tradizione siciliana.

  • Le sarde fritte sono un grande classico della cucina siciliana.
  • La ricetta è uno dei secondi piatti di pesce più famosi, servito anche come antipasto.
  • Ma qual è la loro origine e come si preparano? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Da che mondo è mondo, aguzzare l’ingegno è sempre stato utile in cucina. Alcune delle ricette siciliane tradizionali più famose sono nate proprio dalla necessità di arrangiarsi, darsi da fare con gli ingredienti a disposizione. La cucina siciliana è ricca di esempi in tal senso, con alcuni piatti che non hanno nulla da invidiare alle preparazioni più gourmand. Prendete, ad esempio, le sarde allinguate. Questo secondo di pesce, che vede protagonista le sarde, ha una storia estremamente interessante e appartiene alla cucina “povera”. I ricchi signori potevano permettersi materie prime pregiate, ma il popolo no. Così aguzzava l’ingegno. Si tratta di sarde marinate in aceto e poi fritte. Il risultato è dorato e croccante: davvero delizioso!

Perché si chiamano sarde allinguate?

Questo piatto ha origini spagnole. Proprio li spagnoli mangiavano, così cucinata, la sogliola chiamata lenguado. Durante la dominazione spagnola, ai siciliani piaceva “copiare” le ricette prelibate che i monsù preparavano ai nobili spagnoli. Il popolo si arrangiava come poteva, utilizzando materie prime meno nobili, ma non per questo meno gustose. Le sarde allinguate nascono proprio per copiare la sogliola lenguado ma non solo. Servono anche a camuffare con l’aceto l’odore e il gusto poco gradevole del pesce non freschissimo che le massaie comperavano al mercato per mettere insieme la cena.

Sarde allinguate con contorno di melanzane fritte – Foto di Teresa Rubio Martinez

La ricetta

Ingredienti

  • 500 g di sarde intere freschissime
  • Aceto di vino bianco
  • Farina di grano duro o semola rimacinata
  • Olio di semi di arachidi per friggere
  • Sale

Procedimento

  1. Per fare le sarde allinguate, pulite il pesce sotto l’acqua corrente, togliete le squame, apritele a libro e togliete le interiora e la lisca e lasciando la coda attaccata.
  2. Pulirle non è difficile ma bisogna fare attenzione a non far staccare i due filetti. Staccate la testa, togliete le interiora e passate il pollice tra la lisca centrale e uno dei filetti per staccare la lisca. Quindi tirate delicatamente la lisca dall’altro filetto spezzandola prima della coda, togliete le spine laterali e sciacquate bene.
  3. Mettetele in un recipiente e copritele con l’aceto. Riponete il recipiente coperto in frigo per circa un’ora.
  4. Quindi prendetele, sgocciolatele bene, infarinatele e friggete in abbondante olio molto caldo.
  5. Lasciatele dorare da entrambi i lati e passatele su un foglio di carta assorbente.
  6. Salate e servite ben calde.

Buon appetito! – Foto in evidenza di Tina Ventinove

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