Pasticceria napoletana e pasticceria siciliana si incontrano nella creazione del pastry chef Rocco Cannavino di Napoli. Si chiama “Beddu Mio” ed è un lievitato che omaggia la tradizione del cannolo in modo molto particolare.

La creazione di Rocco Cannavino: Beddu Mio

«Ho creato il nuovo fuori menù del mese di febbraio pensando a due popoli, due terre, due regioni molti simili tra loro, la Campania e la Sicilia». Con queste parole Cannavino presenta la sua novità.

Un impasto patasfogliato, con all’interno cremolata di ricotta di fuscella di bufala campana al naturale, con pochissimo zucchero, e piccolo cuore di cremino al pistacchio. In superficie ci sono spumoni di fuscella, pezzi di cialda di cannolo siciliano, fili di cioccolato fondente al 72% monorigine e lastra cristallizata di lamponi acidi amplificati.

Da sempre la pasticceria è il modo più immediato e sincero per assaporare la storia e la cultura dei popoli, così come lo è in generale la cucina. La pasticceria siciliana deve molto alla dominazione dei Mori e i pasticcieri napoletani attinsero alle ricette siciliane, modificandole.

Anche in Campania c’è una ricca tradizione dolciaria: pastiera di grano, sfogliatelle napoletane ricce e frolle, torta caprese, babà, zeppole di San Giuseppe, sono solo alcuni esempi. Se facciamo tappa in Sicilia, è impossibile non provare cannoli e cassate, brioche con il tuppo e paste di mandorla.

Beddu Mio del pastry chef campano Rocco Cannavino si può definire una versione del cannolo siciliano in chiave lievitata. La sfoglia “crunch” è ripiena di cremolata di ricotta di fuscella di bufala. Le cialde di cannolo siciliano sono in superficie, insieme al cioccolato. Al posto delle arance candite, ci sono i lamponi.

Un vero trionfo di arte pasticciera e tradizione, un incontro tra due regioni che tengono alti i colori del meridione, soprattutto e – anzitutto – in cucina.

 

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