Borgo Bonsignore è una delle località marittime del territorio di Ribera, nell’Agrigentino. Posto in una collinetta nelle immediate vicinanze del mare, si può raggiungere direttamente dalla statale 115 e dista circa 11 chilometri da Ribera. A caratterizzare quest’area è la costa incontaminata, con spiagge rinomate come Lido Fungitella, Pietre Cadute e la zona della Riserva naturale orientata Foce del fiume Platani.

Lo storico Giuseppe Farina ha scritto: «L’aria è saluberrima e le campagne fiorite e verdeggianti sono punteggiate da una miriade di casette bianche sparse tra gli alberi che ne occultano la vista del mare azzurro che si affaccia dietro la folta e rigogliosa pineta sistemata lungo l’arenile, sotto un cielo sempre sereno e ridente. È superfluo dire che il sito è incantevole.

A poche centinaia di metri si profila ai nostri occhi la punta di Capo Bianco con le sue balze trapunte di fiori e coperte di verde e di muschio che conferiscono bellezza ed originalità al balzo a picco su quel mare testimone delle gesta gloriose delle navi di Roma. E ancor più in alto sul piano dell’ex feudo Piana di Vizì, la trimillenaria Eraclea Minoa si affaccia silenziosa con i suoi vetusti ruderi, con le sue ciclopiche mura, col suo magnifico teatro greco, con le sue macerie ferme nel tempo».

La storia di Borgo Bonsignore

Il territorio ha una storia molto interessante. Dove oggi sorge Borgo Bonsignore, sorgeva anticamente uno dei feudi del Ducato di Bivona, denominato San Pietro. Con il partizionamento delle proprietà del Duca di Bivona, l’ex feudo di San Pietro, esteso circa 600 ettari, passò agli Ospedali Riuniti di Sciacca. Questi, nel 1934, l’affittarono per 18 anni alla cooperativa di agricoltori denominata La Bonifica, che lo suddivise in 79 quote.

Con il lavoro degli agricoltori, il territorio che fino ad allora era stato adibito a pascolo, subì radicali trasformazioni. Furono costruite le vie d’accesso all’altipiano, le strade interne, i canali d’irrigazione, le case coloniche, le stalle, edifici per l’amministrazione, l’acquedotto, le stradi interpoderali. Furono anche eseguite opere di prosciugamento, dissodamento e sistemazione dei terreni ed impianti di oliveti e vigneti. Furono coltivati anche i terreni dunosi. Alcune famiglie di Ribera decisero di trasferirvisi.

Il 10 dicembre 1940 l’Ente per la colonizzazione del latifondo siciliano, inaugura ufficialmente il borgo rurale che viene intitolato ad Antonio Bonsignore, capitano dei Carabinieri, nato ad Agrigento, medaglia d’oro al V.M., caduto in combattimento a Gunu Gadu nell’Africa Orientale Italiana il 24 aprile 1936 nella Seconda battaglia dell’Ogaden.

Il progetto era dell’ingegnere Donato Mendolia e fu costruito dall’impresa Ferrobeton.

L’Ente aveva munito il complesso del Borgo di municipio, scuola elementare, ristorante, 25 case coloniche, ufficio postale, caserma dei Carabinieri, ambulatorio medico, chiesa parrocchiale. Vi furono inviati con l’obbligo di residenza un medico, una levatrice, un ufficiale d’ordine e due guardie.

Qualche anno dopo vennero inclusi nel Borgo anche le terre degli ex feudi di Cuci-Cuci, San Pietro della Palma e Giardinello, facendo estendere il Borgo dal fiume Magazzolo al fiume Verdura. Gli abitanti che nel 1940 erano 100 arrivarono a diventare 600.

Nel dopoguerra il borgo fu quasi abbandonato e abitato nuovamente dalla fine degli anni Sessanta.

Borgo Bonsignore ha subito tre interventi di manutenzione straordinaria, il primo nel 1946-1949 per riparare i danni bellici, il secondo nel 1952 per sostituire la struttura in legno dei solai, il terzo nel 1958-1961 per il ripristino dal degrado degli edifici.

Foto di Carlo Columba – Opera propria, CC BY 3.0, Collegamento