La Cubbaita è un dolce siciliano della tradizione, una ricetta che si tramanda da una generazione all’altra. La sua storia affonda le radici nel passato più antico della Sicilia e, per questo motivo, possiamo dire che più che un semplice dolce è un’istituzione. Gli ingredienti sono pochi e semplici: miele e mandorle (o altra frutta secca). Si tratta di un croccante, che si mangia solitamente nel mese di dicembre, durante le feste natalizie. Insieme al buccellato è un must che non può mancare in tavola.

Cubbaita - Foto di Giuseppe Caramazza

Cubbaita – Foto di Giuseppe Caramazza

Cubbaita Storia

Le origini della cubbaita di mandorle sono antiche. Dobbiamo andare indietro nel tempo, all’827 d.C., agli inizi della dominazione saracena, con lo sbarco degli Arabi a Mazara del Vallo. Il nome deriva da “qubbiat“, che in arabo significa “mandorlato”.

L’importanza della cubbaita emerge anche dalla sua iscrizione nel registro dei prodotti agroalimentari tradizionali siciliani. Nonostante la si chiami torrone, si differenzia moltissimo da quest’ultimo.

Le diverse ricette includono, oltre alle mandorle e al miele, anche pistacchi, noci, nocciole o semi di sesamo. Simile alla Cubbaita di mandorle è la Giuggiulena (o Cubbaita di sesamo), che però ha una prevalenza di semi di sesamo rispetto alla frutta secca. Altra variante è la Petrafennula, che include anche la scorza di cedro e arance e si consuma per la Festa dell’Immacolata.

Cubbaita Ricetta

Ingredienti

  • 200 g di zucchero
  • 150 g di miele
  • 300 g di mandorle tostate
  • olio di semi

Procedimento

  1. Versate in una pentola capiente il miele e fatelo sciogliere a fuoco basso.
  2. Unite lo zucchero, attendendo che il composto diventi ambrato.
  3. Unite le mandorle, mescolate e amalgamate bene.
  4. Tenete sul fuoco ancora un paio di minuti, quindi trasferite il composto su un piano di marmo unto di olio. In alternativa, potete mettere il composto sulla carta forno.
  5. Con l’aiuto di una spatola, stendete il composto.
  6. Tagliate tutto a strisce e fate freddare.

Buon appetito!

Foto in evidenza di Mario Cacciola