Si rinnova il legame tra Dolce e Gabbana e la Sicilia.

I borghi siciliani sono un patrimonio da proteggere e tutelare. Questi piccoli centri, soprattutto negli ultimi anni, hanno conosciuto una grande notorietà grazie al loro patrimonio artistico, culturale e ambientale. Sempre più spesso le località della Sicilia autentica trovano testimonial d’eccezione: siciliani che hanno qui le loro origini e che non dimenticano da dove sono partiti, come lo stilista Domenico Dolce. La metà della maison di moda Dolce & Gabbana è originario di Polizzi Generosa, un borgo delle Madonie, al quale è rimasto profondamente legato. Dolce non ha mai rinnegato le sue origini siciliane ma, al contrario, le ha sempre sfoggiate come un punto di forza. Le creazioni che firma, attingono a piene mai dal folklore e dalla tradizione dell’isola, rinnovando quel legame mai scioltosi. Polizzi Generosa è come un tesoro nel cuore dello stilista, che è diventato testimonial del progetto dei Borghi dei Tesori: ecco cosa ha detto.

Domenico Dolce e i Borghi dei Tesori

I Borghi dei Tesori è un network che riunisce tante località siciliane per valorizzarle. «Quand’ero giovane sono scappato via dalla Sicilia, oggi invece, guai a chi mi tocca le radici da cui sono fuggito», ha detto Domenico Dolce. Lo stilista si arrabbia quando pensa ai borghi siciliani abbandonati, ai piccoli centri non valorizzati, alle tradizioni che si stanno perdendo, agli artigiani che sembrano non entrare più nei cicli produttivi. Per questo motivo ha sposato il progetto che riunisce i borghi siciliani. «Credo che questo progetto – ha spiegato – sia molto importante proprio perché punta a valorizzare l’Isola più autentica, quella che anche io metto sempre dentro tutto quello che faccio. In Sicilia siamo circondati dalla bellezza, ne abbiamo tanta, forse anche troppa, per questo è importante imparare a custodire ciò che abbiamo e fare di tutto affinché i nostri borghi possano rinascere». E  ha promesso che lui alla prossima edizione del Festival Le Vie dei Tesori, tra settembre e ottobre, ci sarà.

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