Avrete sicuramente sentito parlare del Giardino della Kolymbethra. Questo splendido e rigoglioso angolo verde si trova nella Valle dei Templi di Agrigento. Qui numerose piante mediterranee racchiudono i colori, i sapori e i profumi della Sicilia, grazie a un piccolo segreto.

Sapete come fanno agrumi, olive, mandorle e tanti altri frutti e piante a crescere in una terra che per natura è arida? Oggi lo scopriremo insieme.

Nel 480 a.C. il tiranno Terone, per approvvigionare d’acqua Akragas, la città qui fondata dai Greci, fece progettare una rete di gallerie che terminava ai piedi dell’urbe in una grande vasca, detta Kolymbethra.

Il termine Kolymbethra in greco significa “piscina”. Così era chiamato il vallone in cui oggi si trova il giardino. Il territorio agrigentino è povero di acque, quindi poco adatto alla coltivazione di agrumi e di ortaggi, e così si è risolto il problema.

La Kolymbethra rappresenta una straordinaria opera dell’antica Akragas e rimangono vive le tracce nell’Acquedotti Feaci, condotti idrici scavati nella roccia (cioè ipogei) ancora oggi in gran parte attivi.

Per questo motivo il giardino della Kolymbethra è ancora più affascinante: ha una morfologia unica nel suo genere e vanta la presenza di ipogei che tuttora captano le acque profonde della collina di Girgenti e la rendono disponibile per la campagna.

Questo luogo, dunque, rappresenta una meravigliosa sintesi tra ingegno e paesaggio, archeologia e storia.

Il sistema di irrigazione, funziona così: l’acqua piovana l’acqua piovana, raccolta nelle gebbie (vasche), poi riversata nelle saje e, attraverso i cunnutti, accumulata nelle casedde con l’agrume da dissetare, sgorga ancora dagli antichi Acquedotti Feaci.

Grazie a una serie di interventi condotti dal FAI sono state possibili la “riemersione” dell’acqua alla Kolymbetra e la messa in luce degli ipogei.