Siete mai stati ad isola delle femmine?
Si tratta di un comune siciliano la cui popolazione è enormemente aumentata negli ultimi anni. Oggi conta più di 7.000 presenze fisse (estate ed inverno).

Il luogo deve il nome all’isolotto che gli sorge innanzi e che la cultura popolare tramanda come Isola delle femmine.

Ma perchè questo nome?

Dovete sapere che sull’isola è presente una torre, ormai abbandonata ed in stato fatiscente (un vero e proprio peccato e scempio). Una prima vecchia storia vuole che in quella torre fossero segregate delle donne che dovessero scontare una qualche pena prevista dalla legge. Una sorta di carcere femminile che poi avrebbe dato il là al nome dell’isolotto.

Ma questa non è l’unica leggenda. Ce ne sono di più dettagliate e struggenti.

Un secondo racconto, infatti, narra che ben 13 giovani donne turche fossero state abbandonate su una barca senza nocchiero, perchè il mare le punisse per le loro colpe.
Dopo giorni e giorni di solo mare e sale le fanciulle approdarono su un isolotto della baia di carini.
Lì vissero per 7 lunghi anni, quando finalmente i parenti, lacerati dal rimorso, le ritrovarono a seguito di lunghe e fiaccanti ricerche.
Una volta che le famiglie si riunirono, decisero di non tornare più indietro. Si stabilirono sulla terra ferma e la chiamarono Capaci (“CCa-paci” ovvero: qui la pace), mentre l’isolotto che si era preso cura delle loro donne fu battezzato: isola delle femmine.

Una terza leggenda, invece, scrive di un conte, il conte di Capaci, innamorato di una bellissima donna che, però, non lo ricambiava.
Spinto dalla gelosia e dall’astio per il rifiuto egli l’avrebbe condannata a condurre una vita di solitudine sulla torre di un isolotto, così che nessuno potesse averla.
Sola e disperata, una notte di maestrale, si suicidò gettandosi tra i flutti che battevano sugli scogli.

Da allora, quando soffia il vento da nord-ovest, si possono ancora sentire le sue grida strazianti di dolore provenire dall’isolotto.

Ma c’è qualcosa di vero?

No.
In realtà il nome di isola delle femmine è stato acquisito dall’isolotto e poi dal comune solo per via un lungo processo di italianizzazione del vecchio nome dell’isolotto. Un tempo lo si conosceva come “insula fimi”, che a sua volta sta per “isola di Eufemio”, un vecchio generale messinese diventato poi governatore bizantino della Sicilia.

La torre non era un carcere, quanto una comoda postazione di avvistamento. Utile per difendersi dall’arrivo improvviso di navi sconosciute.

Oggigiorno l’isola è una riserva naturale gestita dalla LIPU – Lega Italiana Protezione Uccelli.

Autore | Viola Dante; Immagine | facebook.com/lasicilia Foto di Carlo Greco