Una delle immagini da cartolina più famose della Sicilia.

  • Piazza IX aprile a Taormina, il salotto della città.
  • Con i bar all’aperto, gli artisti che dipingono e il magnifico panorama, è davvero iconica.
  • Da qui, con lo sguardo, si abbracciano l’Etna, la baia di Naxos e i ruderi del Teatro Antico.

Esistono luoghi che rappresentano la Sicilia in tutto il mondo. Immagini da cartolina, sì, ma che conservano un’anima preziosa e unica. Basta guardarle, per sentirsi subito sull’isola e immaginarsi avvolti dai suoi colori, i suoi sapori e i suoi profumi. Tra quei luoghi c’è la piazza IX aprile di Taormina. Il “salotto” della città, uno scorcio elegante e caratteristico. Ci sono i bar all’aperto, gli artisti che dipingono ritratti e paesaggi, tanti turisti e cittadini a passeggio. Dalla balconata si ammira una vista impareggiabile: l’Etna, la Baia di Naxos e il Teatro Antico. Se tutti ne conoscono la bellezza, pochi sanno la storia che custodisce: per questo vogliamo raccontarvela. Mettetevi comodi, perché sicuramente la troverete interessante.

La storia della piazza IX aprile di Taormina

Secondo gli storici, la piazza IX aprile è una piazza “risorgimentale”. Prima del 1860, si chiamava “piazza Sant’Agostino“. Aveva preso il nome dall’ex chiesa, con annesso convento, dei frati agostiniani. Edificata nel 1448, occupa l’intero lato sinistro della piazza. Di fronte c’è un’altra chiesa, risalente al XVII secolo ed aperta ancora al culto: è San Giuseppe, con la facciata barocca. Il monumento più noto, però, è la torre detta “dell’Orologio“. Edificata nel XII secolo su antichi resti greco-romani, fu più volte distrutta, ma sempre ricostruita. Ma perché la piazza cambiò nome? La risposta è presto detta.

Nel suo libro dedicato a Taormina, Ciccio Cipolla racconta che, il 9 aprile del 1860, durante la messa in Cattedrale, si sparse la voce che Garibaldi era sbarcato a Marsala. In realtà non era vero, poiché Garibaldi sarebbe sbarcato un mese dopo. I taorminesi, però, vollero lo stesso dedicare la piazza a questo avvenimento, intestandola a quella “falsa data”. Da quella storia così particolare, dunque, nasce il nome attuale di un luogo-simbolo della città. Un luogo che regala “il panorama più affascinante del mondo” (parole del francese Roger Peyrefitte, uno dei grandi innamorati di Taormina). Foto: Andrea Schaffer – (CC BY 2.0).

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