Calatafimi Segesta si prepara ad accogliere un evento dedicato al gusto. Si rinnova l’appuntamento con la Sagra del Maccherone, giunta alla XXIX edizione. Quest’anno, la manifestazione si animerà già nelle giornate del 5 e 6 agosto: verrà proposto un percorso enogastronomico che permetterà di degustare lumache, busiate di grano antico e salsiccia locale.

Il tutto avverrà in un contesto arricchito con scene di vita contadina dei primi del Novecento. Tra queste, “la cacciata”, (che consiste nella rotazione a passo sostenuto di una coppia di muli sulle spighe di grano). Il passo degli animali sarà scandito dalle litanie dei contadini.

Il ciclo del grano troverà si completerà con la presenza di uno storico “mulino a pietra”.

La Sagra entra nel vivo il 7 agosto. Presso il centro storico ci sarà la degustazione delle busiate, delle cassatelle di Calatafimi e delle granite al limone. Saranno anche proposte svariate esibizioni artistiche e musicali, proiezioni e laboratori.

Situato fra le colline dell’agro segestano, il paese, più conosciuto con l’originario nome di Calatafimi, ha assunto la denominazione attuale soltanto nel 1997 grazie a una legge regionale presentata dall’allora sindaco e presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Nicola Cristaldi, in quanto nel suo territorio è ricompreso il sito archeologico di Segesta.

Questo piccolo paese è al centro di un territorio che fu toccato dapprima dal mito, che narra come Eracle, attraversandolo, durante una delle sue fatiche, si sia ristorato presso le Terme Segestane. Il mito poi si fuse con la storia e in questo stesso territorio il troiano Enea, diretto verso il Lazio (dove i suoi discendenti avrebbero eretto Roma), avrebbe fondato la città di Acesta.

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