Perché i soprannomi siciliani sono importanti.

  • Soprattutto in passato le ‘nciurie rappresentavano un modo riconoscere subito qualcuno.
  • Non ci si basava tanto sul cognome ma, piuttosto, sul soprannome che veniva attribuito.
  • Dietro i soprannomi dati ai siciliani, c’è tutto un mondo da scoprire.

C’è stato, in Sicilia, un tempo in cui le persone non si identificavano sulla base del cognome o, per esempio, del titolo di studio. Si identificavano attraverso una ‘nciuria (o ‘ngiuria), un peccu (o peccuru): tutti modi, questi, per definire i soprannomi siciliani. Non si tratta soltanto di una tradizione popolare e folkloristica, perché consente anche di fare uno studio sulla lingua siciliana e sulla storia di quanti hanno abitato, e abitano, in Sicilia. Proprio per questo oggi abbiamo deciso di approfondire l’argomento. Mettetevi comodi, perché ne scoprirete delle belle.

Origine delle ‘nciurie siciliane

Cominciamo proprio dal principio. La parola ‘nciuria significa letteralmente “ingiuria“. Deriva dal latino iniuria, col significato di “fuori legge, ingiusto“. Secondo il senso comune, quindi, l’ingiuria è un’offesa, un termine denigratorio. In Sicilia, però, quella componente negativa si è persa e la ‘ngiuria assume un valore più neutro: diventa un soprannome, legato a una persona o a un gruppo familiare. Le origini dei soprannomi siciliani sono di varia natura. Possono descrivere un individuo o un gruppo di persone; possono descrivere caratteristiche fisiche o anche caratteriali; possono avere un tono scherzoso, descrittivo o realmente offensivo; possono anche fare riferimento a un mestiere. Per capire ancora più a fondo l’argomento, riportiamo un passo dello studioso Gerhard Rohlfs, che ha scritto un volume sulle ‘nciurie.

“Non è un’esagerazione – ha scritto Rohlfs – quando si dice che il soprannome rappresenta una fonte inesausta per la creazione di nuovi cognomi. Anzi, si può sostenere che essi, particolarmente in Italia, costituiscono l’elemento più vivo, più variato e più interessante nelle molteplici origini, donde sono sorti i cognomi moderni”. Pensate che gli abitanti di Capizzi (Messina), negli anni Novanta hanno chiesto e ottenuto la registrazione dei soprannomi all’anagrafe, insieme ai cognomi. Questo la dice davvero lunga sull’importanza dei soprannomi siciliani e sul ruolo che gli viene riconosciuto. Non possiamo che concludere con un elenco di ‘nciurie che, sicuramente, troverete interessanti.

Alcuni esempi di tipici soprannomi siciliani

  • Facc’i cavaddu (faccia di cavallo).
  • Facc’i pichira (faccia di pesce razza).
  • Facc’i trippa (faccia di trippa).
  • Funcia (labbra grosse e sporgenti).
  • Funcitta (labbra piccole).
  • Ghiacciatu.
  • Ghiaroti (che trasporta la ghiaia).
  • Iaddu vecchiu (gallo vecchio).
  • Iattaredda (gattina).
  • Ietta iacqua (che butta l’acqua).
  • Orbu (cieco).
  • Menzu jitu (mezzo dito).
  • Mustazzu (baffo).
  • Nancinaru (inacidito).
  • Nanfarusi (parlando mandavano un suono nasale).
  • Nasuni (naso lungo e arcuato.
  • Test’i lignu (testa di legno).
  • Tinagghia (avaro).
  • Pagghiolu (omone sconclusionato).
  • Panzazza (con la pancia sporgente).
  • Peri chiatti (piedi piatti).
  • Peri peri (che va “piedi piedi”, cioè in giro).

 

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