La pizza siciliana ha una storia fatta di tradizione e semplicità. Alla base dei prodotti più diffusi c’è la schiacciata siciliana, che ha, a seconda dell’area geografica di riferimento, nomi differenti. Troviamo, ad esempio, la muffuletta, il cabbucio o la fuazza. Possiamo dire che queste varianti hanno sempre qualcosa in comune, nonostante vengano preparate seguendo procedimenti diversi.

C’è stato un tempo in cui la panificazione avveniva a casa, in grandi forni quasi sempre a legna: allora si preparavano le focacce, condite semplicemente con olio d’oliva e sale, ma anche con formaggio o acciughe sotto sale. In alcuni casi si condiva soltanto la superficie, perché nell’impasto venivano fatti alcuni solchi con le dita (erano i cosiddetti pani cull’occhi cavati).

Tra le pizze siciliane tradizionali, legate alla cultura enogastronomica popolare, vi è indubbiamente lo sfincione palermitano. La pasta è morbida e spugnosa, il condimento gustoso. Esiste anche la variante dello sfincione di Bagheria, mentre è praticamente scomparso lo sfincione di San Vito, che era ripieno di ragù. Tipica del catanese è, invece, la scacciata. L’elenco continua con la rianata trapanese, la fuata del nisseno, la focaccia messinese o anche la faccia di vecchia madonita. Queste sono solo alcune di un lungo elenco (qui trovate tutte le pizze siciliane).

Pizza siciliana o pizza napoletana?

Anche la pizza siciliana è legata alla pizza napoletana, che fu la prima a prendere questo nome. Le due pizze tradizionali hanno in comune il fatto che si cuociano in forno a temperature molto alte, il diametro e anche il fatto che l’impasto si stenda a mano, ma vi sono anche numerose differenze.

La pizza napoletana, ad esempio, viene fatta con sola farina 00 e contiene più acqua. Diversi anche i tempi di lievitazione, così come il risultato, dovuto a tempi di cottura differenti. La pizza napoletana è morbida ed elastica, con un cornicione vistoso, mentre quella siciliana è più croccante e ha un cornicione di dimensioni inferiori.