Tartufo siciliano, un prodotto da (ri)scoprire. Quando si parla di tartufi, difficilmente viene in mente la Sicilia, eppure anche l’Isola vanta una sua eccellente produzione. L’area di interesse è quella dei Nebrodi e in particolare Capizzi, un piccolo centro del Messinese, è particolarmente legato a questa specialità.

La Sicilia è una delle quattordici regioni tartufigene d’Italia, anche se in pochi lo sanno. In particolare, si possono reperire facilmente diverse specie di tartufi come il Nero Pregiato, il Nero Invernale, il Bianchetto, quello Estivo o Scorzone e il tartufo Uncinato. Sull’isola, questi pregiati tesori della terra sono presenti tutto l’anno, ma tutto dipende da piogge, temperature e altitudini.

Tra i tartufi del Nord Italia e il tartufo siciliano non vi sono differenze sostanziali, ma bisogna anche considerare che non si possono fare paragoni molto stretti. Il nostro potrebbe essere più profumato, perché ci sono meno piogge e quindi c’è una quantità di sostanze volatili più concentrata.

Qualora decidiate di provare questo prodotto, potete utilizzarlo per semplicissime ricette: un carpaccio, ad esempio, con olio e pepe. Ancora, nella pasta aglio e olio o insieme all’uovo all’occhio di bue.

Come abbiamo anticipato, il tartufo è uno dei prodotti di eccellenza di Capizzi, nel Messinese. Qui, ogni anno, alla fine del mese di ottobre si tiene una Sagra dedicata al Tartufo dei Nebrodi. Nel 2019, avrà luogo nelle giornate del 18, 19 e 20 ottobre, con un ricco programma di degustazioni, spettacoli, mostre e momenti di approfondimento.