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Tastare significato siciliano.

  • Ecco una nuova curiosità sulla lingua siciliana.
  • Secondo i dizionari italiani, il verbo tastare indica l’azione del toccare, ma in siciliano si ha anche un significato legato al gusto.
  • Come mai si è diffuso questo utilizzo del verbo?

Tastare nel significato di assaggiare. Per i siciliani è più che normale, ma non è così per tutti. Secondo il dizionario della lingua italiana, infatti, il verbo tastare indica l’azione di “toccare per saggiare la qualità e la consistenza”. In senso più esteso, implica anche l’azione di verificare o provare qualcosa attraverso il tatto (come “tastare con mano“). Viene usato anche per dire “conoscere, sapere, indagare” (come “tastare il terreno” o “tastare il polso”). Ci sono anche delle interpretazioni un po’ più “sensuali”, che lasciamo da parte. Un significato, dunque, legato principalmente al tatto. L’Accademia della Crusca ci spiega che i dizionari riportano anche un uso del termine antico e regionale, cioè quello per “assaggiare, gustare”. L’etimologia resta incerta e discussa: tastare potrebbe derivare dal latino medievale *tastare, “conoscere al tatto”, incrocio delle due forme angĕre “toccare” e gustare “assaggiare”. L’uso di tastare in riferimento al gusto è desueto in italiano, ma non in Sicilia (tastari).

Il significato di tastare in Sicilia

Tra i dialetti dell’Italia meridionale, l’uso di “tastare” come “gustare” è attestato soltanto nel siciliano e nel sardo. “Rohlfs (1977) – spiega la Crusca – considera il siciliano tastari un tipico settentrionalismo che si sarebbe diffuso successivamente nell’isola. L’origine galloitalica sembra confermata inoltre dall’assenza della voce dai primi testi siciliani, aperti invece ai normannismi. In merito al sardo, è probabile che la forma tastare sia stata ereditata dal catalano tastar ‘gustare, provare’ (Wagner, Dizionario etimologico sardo, Heidelberg, 1964). Infatti, il verbo tastare nel significato di ‘assaggiare’ è diffuso anche in altre lingue: il catalano e l’aragonese tastar; il francese tâter e il provenzale tastar, attestato dal secolo XII, poi passato all’inglese to taste nel XIV secolo e al basco dastatu“.

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