Cavuliceddi siciliani, gusto amaro che conquista.

  • Vengono chiamati con infiniti nomi, ma sono unici e inimitabili.
  • Si tratta di un cavolo arbustivo, chiamato “cavolicello”, che fa parte della famiglia delle Brassicaceae o Crocifere.
  • In cucina è molto amato e si sposa benissimo con la salsiccia.

Cavuliceddi: li sentiamo chiamare in mille modi, li impieghiamo in tantissime ricette ma, di fatto, si tratta di un unico, insostituibile ingrediente. Cavuliceddu, caluceddu, caliceddi, cauricellu, quaricellu, cauliceddu, qualeddu, rapudda, rapuzza, caluzzi, qualazzo, giusto per citarne alcuni. Siamo certi del fatto che chiunque li abbia mangiati almeno una volta, ne ha anche ascoltato le innumerevoli denominazioni. Facciamo subito un po’ di chiarezza: si tratta del cavolo arbustivo (Brassica fruticulosa), detto popolarmente cavolicello, una pianta della famiglia delle Brassicaceae o Crocifere. In cucina trova la sua migliore fine quando fa da contorno alla salsiccia ma, a dire la verità, può essere protagonista in tante ricette ed è delizioso anche da solo.

Le caratteristiche

La pianta può raggiunge l’altezza di cinquanta centimetri, o poco oltre, in terreni particolarmente fertili e con esemplari isolati. Se crescono in gruppo, o in terreni poveri, gli esemplari sono generalmente più bassi. I fiori sono piccoli e gialli, regolari, e compaiono sulle cime delle piante alla fine dell’inverno-inizio primavera, sebbene il periodo di fioritura possa essere eccezionalmente prolungato fino all’estate. I cavuliceddi sono molto diffusi nei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo centro-occidentale. In Italia cresce allo stato selvatico in diverse zone del Meridione, particolarmente in Sicilia. Lo si trova in abbondanza nella zona dell’Etna, ma anche sulle Madonie, nella Sicilia occidentale e alle Eolie. Insomma, pare proprio che tra questa pianta e la nostra isola, sia vero amore. D’altronde, cresce meglio nei terreni esposti al sole ed è consuetudine raccogliere la parte che contempla il fiore prima di sbocciare e la parte più tenera del fusto, con annesse foglie. I cavuliceddi si caratterizzano per il sapore amaro al punto giusto, cioè gradevolmente amaro. I cauliceddi sono talmente amati in Sicilia, da aver guadagnato un modo di dire tutto loro: “Irisinni a cavuliceddi”. Significa “andare per campi”.

Foto: Antonella Nigro 

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