REstate in Sicilia. Comincia così il post, diventato virale su Facebook, che guarda al futuro e al superamento dell’emergenza Coronavirus. Si tratta di una celebrazione del turismo di prossimità, che ci ricorda quanto sia bella la nostra regione e quanto abbia da offrire. Il post gioca un po’ sull’ironia, quindi attenzione a non fraintendere.

L’estate prossima il turismo sarà di prossimità, ognuno riscoprirà la propria regione e per me che sono in Sicilia, è na vera tragedia. Farò comunque il solito giro monotono dell’isola. Partirò da Palermo, dal mare putrido di Mondello e dalla Chiesa della Martorana, per poi visitare il Duomo di Monreale (niente di che!)…prima di rituffarmi nelle acque della Riserva naturale dello Zingaro a San Vito Lo Capo. Salirò fino a Erice per ritrovarmi al tramonto al Mamma Caura davanti alle saline di Marsala e ai mulini a vento. Che schifo!

Scenderò a Mazara del Vallo per un piatto di cous cous mentre per il dolcino mi fermerò nell’agrigentino, magari dopo una visita alla Farm Cultural Park di Favara. Sai la noia! Sarò costretto, data la chiusura della Scala dei Turchi, a spostarmi nell’entroterra. Salirò per la Scala Illuminata di Caltagirone, passerò sotto gli Archi di San Biagio Platani e finirò la giornata al Teatro Andromeda di Santo Stefano Quisquina. Che seccatura!

Mi spingerò poi più giù, tra Ragusa, Noto, Scicli e Modica, dove non mancherò di fare incetta di cioccolato…e di barocco. A Punta Secca guarderò la Casa di Montalbano sperando di riuscire finalmente a vedere “La Sciuta” a Palazzolo Acreide. Che tristezza! Tornerò alla Tonnara di Marzamemi e finalmente scenderò ai laghetti di Cavagrande (se non ci siete stati, non vi perdete niente!).

Passeggerò per Taormina, anche al Teatro Antico si, dopo una granita a Catania e prima di un tuffo a Giardini di Naxos; che orrore! Vedrò Montalbano Elicona e a Milazzo, dopo la visita al Castello, mi imbarcherò per le Eolie, senza perdermi la visita al vicino Santuario della Madonna nera di Tindari: Che indecenza!

A Santo Stefano di Camastra ammirerò le ceramiche, proverò il “Salto dei Ventimiglia” a Geraci Siculo ovviamente prima di mangiare le specialità di Fiasconaro a Castelbuono, che poi smaltirò per le stradine di Cefalù: che fastidio!
Potrò scegliere di fare un salto e magari visitare uno tra gli orribili borghi di Gangi, Sperlinga, Petralia, Sambuca o Caccamo.

Avrò un’estate intera per decidere tra Selinunte, Segesta e La Valle dei Templi, tra i Faraglioni di Scopello e quelli di Aci Trezza, tra mangiare un cannolo a Dattilo o a Piana degli Albanesi, tra arancina o arancino, tra visitare una delle cantine di Marsala o una dell’Etna, magari facendo trekking.

Dovrò decidere tra le scogliere di Ustica, le calette di Pantelleria, le spiagge delle isole Egadi o quelle di Lampedusa.
Per non dimenticare le Ova Murina, le Cucchitelle e la Pizza di Sciacca.

Insomma, sarà un’altra estate noiosa, monotona e senza idee. E voi?
Fate cone me, rESTATE in Sicilia.

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