Il Castello Duca di Misterbianco si trova all’interno dell’Oasi del Simeto, in prossimità della foce del fiume. È un edificio d’impostazione neogotica, edificato nel 1930 dal 9° Duca di Misterbianco, Vespasiano. Versa, da tempo, in stato di abbandono, ma conserva ancora il suo imponente aspetto.

Un tempo era decisamente fastoso. Era, infatti, circondato da ettari di terreno (coltivato a vigneti e agrumenti) e aveva un pozzo per l’approvvigionamento dell’acqua, una zona termale con piscina e un colonnato neoclassico.

Castello Duca di Misterbianco

Nel piano terra alloggiava la servitù e qui vi erano anche dei locali per la lavorazione dei prodotti della terra, con un palmento, il frantoio, le scuderie e dei magazzini.

Si accedeva al Castello Duca di Misterbianco attraverso cinque archi, a sud della struttura. Accendendo al primo piano, si trovava un loggiato. Dal livello superiore si elevava una torre quadrangolare, su cinque livelli fuori terra, mentre nell’angolo sud-ovest c’erano quattro archi a sesto acuto, sorretti da colonne e capitelli.

Castello Duca di Misterbianco

Nella parte centrale del primo piano c’era il soggiorno con finestre, aperture ad arco e terrazzi. C’era anche un secondo piano.

Il Castello Duca di Misterbianco è stato dimora estiva della famiglia Trigona. Rimase in buono stato fino al 1943. Nel mese di luglio di quell’anno, in occasione della battaglia al Ponte Primosole, fu occupato prima dai tedeschi e poi dagli inglesi come posto di osservazione. La torre fu distrutta da una cannonata.

Non mancano, come accade spesso in questi casi, storie di fantasmi. Si dice, infatti, che il castello sia abitato da misteriose presenze, che ogni tanto fanno capolino.

Castello Duca di Misterbianco

Il Ducato di Misterbianco

Il Ducato di Misterbianco esistette tra la fine del XVII secolo e gli inizi del XIX secolo. Il suo territorio corrispondeva all’odierno comune di Misterbianco, in provincia di Catania.

La terra di Misterbianco, situata nel Val Demone e appartenente alla città demaniale di Catania, fu acquistata il 28 maggio 1642 dal banchiere genovese Giovanni Andrea Massa per 12.000 scud. La rivendette due giorni dopo come feudo a Vespasiano Trigona Boccadifuoco, nobile di Piazza Armerina e barone di Aliano, Dragofosso e San Cono.

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Nel possesso del feudo gli succedette il figlio Domenico Trigona Bellia nel 1655, il quale grazie ai tutori Francesco Paternò Castello e Felice Paternò, fu ufficialmente investito del possesso della terra di Misterbianco il 10 marzo 1669.

A questi, che non ebbe eredi né dal primo matrimonio con la nobildonna Francesca Spinelli né dal secondo con la nobildonna Paola Gaffuri, succedette il fratellastro Francesco Trigona Micciché. Sposato con Felicita Paternò dei baroni di Sant’Alessio, generò il figlio Pietro Domenico, che il 24 giugno 1685, ricevette invstitura del titolo di I° Duca di Misterbianco con privilegio concessogli dal re Carlo II di Spagna.

Il primo Duca di Misterbianco, morì assieme alla moglie Agata Branciforte ed i suoi familiari nel violento terremoto del 1693 che distrusse anche Misterbianco, e insieme furono sepolti nella Chiesa di Sant’Orsola a Misterbianco.

A Pietro Domenico succedette perciò lo zio paterno Tullio Trigona Miccichè, cavaliere gerosolimitano, su investitura ottenuta il 16 marzo 1710, per effetto delle due sentenze favorevoli emesse dalla Regia Gran Corte e dal Tribunale del Concistoro, rispettivamente il 21 agosto 1693 e il 3 aprile 1694. Conseguito il possesso del Ducato, sposò Maria Gaetana Borgia Bonanno, da cui ebbe due figli, Domenico e Lucia, dei quali il primo entrò nella Compagnia di Gesù, e la seconda sposò un procugino, Vespasiano Trigona Speciale dei baroni di Gerace, che maritali nomine divenne titolare del ducato etneo.

Il Ducato di Misterbianco rimase in possesso della famiglia Trigona fino alla sua soppressione avvenuta nel 1812, anno della promulgazione della Costituzione siciliana concessa dal re Ferdinando III di Borbone, che sancì l’abolizione del feudalesimo nel Regno di Sicilia.

Il Castello Duca di Misterbianco rappresenta sicuramente un’interessante pagina di storia della Sicilia.

Tutte le foto sono di Barbara Artemis

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