Pomodori secchi di Sicilia, magia sotto il sole.

I frutti della natura che regala l’estate sono ricchi di gusto e colore. Per continuare a godere del loro sapore anche durante l’inverno, è buona abitudine preparare conserve e farli essiccare al sole. Quando si pensa alla bella stagione in Sicilia, non si può fare a meno di visualizzare le lunghe assi di legno cariche di pomodorini tagliati a metà. I pomodori secchi siciliani sono un prodotto molto apprezzato. Insieme alla buona abitudine di fari ‘i buttigghi, cioè fare la salsa, è un simbolo dell’estate siciliana. Ecco cosa li rende così speciali.

Ciappe Siciliane, il gusto del sole

In alcune parti della Sicilia, vi capiterà di sentire parlare delle Ciappe ri Pummaruoru. Si tratta, appunto, dei pomodorini essiccati al sole che diventano, tra le altre cose, capuliatu (cioè pomodoro secco tritato con basilico e conservato sottolio). I pomodori si fanno essiccare nel periodo più caldo dell’anno e, a seconda del grado di insolazione, può durare da due a tre giorni. Prima si lavano, poi si tagliano a metà. Si dispongono su ceste o piani traforati, facendo attenzione a non farli toccare tra loro. La sera si trasportano in un ambiente chiuso, fresco, asciutto e pulito: così l’umidità non causa problemi. È quando è secco che si chiama “ciappa“. Il sapore rimane eccellente, sebbene diverso da quello fresco. Il nome deriva dall’aspetto, come è facile immaginare. Nella tradizione contadina era buona abitudine prendere il pane appena fatto e condirlo con pomodoro secco. Un’usanza che si conserva ancora oggi e che prende vita grazie ad alcune versioni della ricetta del pani cunzatu. Foto: Maria Nicaso.

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