La terra trema ancora in Sicilia. Una scossa di terremoto di magnitudo 3.9 è stata registrata alle 06,38 a un chilometro a nord-est di Adrano, nel Catanese, alle pendici dell’Etna. Gli strumenti dell’Ingv (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) hanno localizzato l’ipocentro a una profondità di 18 chilometri. La profondità ha “attutito” l’effetto al suolo. L’evento è stato avvertito, ma non si registrano danni a persone o cosa, per fortuna.

Secondo quanto spiegato da Eugenio Privitera, direttore dell’Osservatorio etneo-Ingv di Catania, l’episodio fa parte di “uno sciame sismico composto da una ventina di scosse minori iniziato nel tardo pomeriggio di ieri”.

Secondo il vulcanologo si potrebbe trattare del “frutto di una fratturazione interna al vulcano, e non collegato alla risalita di magma dai condotti magmatici interni”, anche se, sottolinea, “non è possibile dirlo con certezza”.

Soltanto pochi giorni fa, il 4 luglio, scossa di terremoto è stata registrata nella notte, alle ore 2.51, in provincia di Caltanissetta. Secondo quanto rilevato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ha avuto magnitudo 2.9, ipocentro a 38 chilometri di profondità ed epicentro a Resuttano. Non sono stati segnalati danni a persone o cose.

Nel corso della scorsa settimana i riflettori sono stati puntati sullo Stromboli. Due violente esplosioni, infatti, hanno provocato una vittima e grande paura. Adesso la situazione è lentamente tornata alla normalità, ma l’attenzione rimane elevata.

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