Salvo Lima, chi era il politico ed ex sindaco ucciso a Palermo. Biografia: dove è nato, attività in politica e da parlamentare. Come è stato ucciso, il processo e le indagini sul delitto.

Salvo Lima

Salvo Lima, all’anagrafe Salvatore Achille Ettore Lima, nasce a Palermo il 23 gennaio del 1928. Nei primi anni Cinquanta, dopo la laurea in Giurisprudenza presso l’Ateneo della sua città, inizia a lavorare al Banco di Sicilia. Diviene consigliere comunale nel 1956 e aderisce alla corrente politica di Amintore Fanfani nella Democrazia Cristiana. In contemporanea, è assessore con delega ai lavori pubblici, nell’ambito della giunta comunale guidata dal sindaco di Palermo Luciano Maugeri.

Nel maggio del 1958 Maugeri muore all’improvviso e Lima, che fino a quel momento è vicesindaco, diventa sindaco ad interim fino a giugno, quando diviene sindaco dopo le consultazioni del consiglio comunale. Gli subentra nella carica di assessore ai lavori pubblici Vito Ciancimino. Il periodo in cui Lima è sindaco, rientra nell’era del cosiddetto “sacco di Palermo“.

Nel 1962 diventa anche segretario provinciale della Democrazia Cristiana di Palermo, mantenendo il ruolo fino al 1963. Dal 1963 al 1964 è commissario straordinario dell’ERAS, Ente per la Riforma Agraria in Sicilia, quindi ricopre di nuovo il ruolo di sindaco dal 1965 al 1966. Alle elezioni politiche del 1968, Salvo Lima entra alla Camera dei deputati. Abbandona la corrente fanfaniana e passa a quella andreottiana.

Riceve l’incarico di sottosegretario alle Finanze nel governo Andreotti II, nel 1972, con riconferma nei Governi Rumor IV e V. Nel 1974 diviene nominato sottosegretario al Bilancio e alla programmazione economica, durante il Governo Moro IV. Entra al Parlamento europeo con le elezioni del 1979, con riconferma per altre due legislature.

Come è morto Salvo Lima, l’agguato

Il 12 marzo del 1992, Salvo Lima esce dalla sua villa di Mondello per recarsi all’Hotel Palace e organizzare un convegno in cui è atteso Giulio Andreotti. È a bordo di una Opel Vectra, guidata da Alfredo Li Vecchi, con un suo collaboratore e l’assessore provinciale, Nando Liggio.

Un commando che ha alla testa due uomini in moto spara alcuni colpi di arma da fuoco contro la vettura, per bloccarla. Lima scende dall’auto per cercare di mettersi in salvo, ma i killer lo raggiungono e lo uccidono con tre colpi di pistola. Gli assassini non prendono di mira gli altri occupanti del mezzo.

Processo e condanne

Nel 1998, in seguito al processo per l’omicidio di Salvo Lima, scatta la condanna all’ergastolo per Totò Riina, Francesco Madonia, Bernardo Brusca, Pippo Calò, Giuseppe Graviano, Pietro Aglieri, Salvatore Montalto, Giuseppe Montalto, Salvatore Buscemi, Nenè Geraci, Raffaele Ganci, Giuseppe Farinella, Benedetto Spera, Antonino Giuffrè, Salvatore Biondino, Michelangelo La Barbera, Simone Scalici e Salvatore Biondo.

Per Salvatore Cancemi e Giovanni Brusca, invece, una condanna a 18 anni di carcere. I giudici condannano i collaboratori di giustizia Francesco Onorato e Giovan Battista Ferrante a 13 anni come esecutori materiali dell’agguato. Nel 2003 la Cassazione annulla la condanna all’ergastolo per Pietro Aglieri, Giuseppe Farinella, Giuseppe Graviano e Benedetto Spera, mentre conferma le altre condanne.

Curiosità

Il personaggio di Salvo Lima compare nel film Giovanni Falcone di Giuseppe Ferrara, nel 1993: gli presta il volto l’attore Arnaldo Nicchi. Lo ritroviamo anche ne Il Divo di Paolo Sorrentino (lo interpreta Giorgio Colangeli), mentre Totò Borghese veste i suoi panni nel film La mafia uccide solo d’estate di Pif (Pierfrancesco Diliberto).

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