Uno dei segreti delle Isole Egadi.

  • Isola Galeotta, una piccola oasi della natura in mezzo al mare.
  • Si tratta di un isolotto molto amato da chi pratica immersioni.
  • Si incontrano polpi, murene e tanti pesci.

L’arcipelago delle Isole Egadi non necessita certo di presentazioni. Noto per il suo mare cristallino e per la sua breve distanza dalle coste trapanesi, attira tanti turisti soprattutto per le isole di Favignana, Levanzo e Marettimo. Oltre a queste tre sorelle “maggiori”, però, ve ne sono altre più piccole e più segrete. Più che di isolotti, si può quasi parlare di grandi scogli, ma è molto interessante notare come non si finisca davvero mai di conoscere i tesoretti del mare siciliano. Dopo aver parlato di Maraone, vogliamo fermarci ad approfondire la conoscenza dell’Isola Galeotta, nei pressi della costa meridionale di Favignana.

Isola Galeotta, paradiso per le immersioni

Si tratta di un isolotto la cui parte sommersa scende gradualmente da -3 metri a -31 metri. Proprio questa gradualità la rende un paradiso per le immersioni subacquee. Durante le esplorazioni sottomarine, si possono incontrare polpi e murene. Più raramente ci si imbatte in dentici e orate o, raramente, nell’aquila di mare. La parte meno profonda del profilo è caratterizzata da una serie di rocce ed anfratti. Qui dimorano polpi, murene, gronghi, gigli di mare, parazoanthus, stelle marine, nudibranchi. Nei diversi periodi dell’anno si susseguono banchi di saraghi, menole, tanute, salpe, barracuda.

L’Isola Galeotta, dunque, costituisce un suggestivo itinerario sommerso nel mare siciliano. I percorsi sono adatti tanto allo snorkeling, quanto alle immersioni vere e proprie. Sin dai primi metri, tra le fronde di Posidonia oceanica e le tante specie di alghe che coprono le rocce, si osservano la stella Echinaster sepositus, l’alga palloncino Colpomenia sinuosa, la spugna Chondrilla nucula, l’attinia Anemonia sulcata e il polpo. Rivolgendo lo sguardo presso la superficie si possono vedere il barracuda e il dentice.

Nuotando verso nord si trova una roccia scolpita dall’azione marina a forma di fungo. Questa ospita, nelle porzioni in ombra, macchie arancioni della madrepora coloniale Astroides calycularis, incrostazioni della spugna azzurra e colonie ramificate del briozoo rosso Myriapora truncata. A seconda delle profondità ci si imbatte in ricci, murene, spugne di vario tipo, madrepore, astici e aragoste. E questi sono solo alcuni degli abitanti di questo mare. Per quanto riguarda l’origine del nome di quest’isola, cioè Galeotta, potrebbe rifarsi alla galeotta come piccola galea (imbarcazione sottile e veloce, a remi e con un albero a vela latina, in uso nei secoli XVII e XVIII). Foto: Antonio Sessa on Unsplash.

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