Il borgo di Santa Rita è un piccolo agglomerato di case in pietra, con le tegole di terracotta. Siamo a una manciata di chilometri da Caltanissetta, tra Delia e Sommatino: fino agli anni Settanta c’erano 600 abitanti, ora ce ne solo solo una ventina. Tra questi c’è anche Maurizio Spinello, 41 anni, fornaio, che nel 1991 ha aperti il Forno Santa Rita.

Il suo è il buon pane di una volta, quello che dura per giorni, e nella sua bottega prepara pasta con i grani antichi e biscotti. Dalla Sicilia i suoi prodotti arrivano anche in Belgio, a Seoul, in Germania, oltre che a tante famiglie che vogliono mangiare come lo si faceva un tempo.

Maurizio Spinello utilizza grano biologico (Russello, Maiorca, Perciasacchi, Tumminia), molito a Castelvetrano in un mulino che ha ancora le macine in pietra. La farina viene lavorata con la pasta madre e il pane si inforna due o tre volte alla settimana, in un forno a legna.

Prepara anche la pasta bio (ruvida, gialla o nera, con un basso tenore di glutine): un sapore che ricorda la pasta fatta in casa. Non mancano anche pizze, sfincioni e dolci. Il sogno di questo esperto fornaio siciliano è fare rivivere il borgo. Qui è nato ed è qui che vuole lavorare, perché è un posto che ha una storia da raccontare.

E lui sta contribuendo a continuare questa storia, rendendola ancora più interessante

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