La Polvere di Baida, chiamata anche Terra di Baida, è stata considerata a lungo un farmaco miracoloso. Si trovava già in polvere, alla base del colle sul quale sorge la borgata palermitana, ma si otteneva anche frantumando le pietre delle colline circostanti. Per molti versi era affine (e ugualmente “miracolosa”) alla polvere che si cavava da una grotta di Monte Cane o del Diavolo, tra Misilmeri e Caccamo. Al di là dello Stretto fu molto più usata quella del Diavolo, anche per il nome più allettante.

Cosa è la Polvere di Baida

Ma torniamo alla Polvere di Baida. Il minerale che compone le rocce dalle quali si estraeva è ricco di carbonato di magnesio, un composto naturale usato come digestivo e, in dosi maggiori, come lassativo. Veniva utilizzata come rimedio, un po’ per tutti i mali, ma gli unici dati più “certi” riguardano la sua efficacia lassativa.

Nel XVII secolo un tale di nome Vincenzo Albamonte decise di vendere la Terra di Baida, commercializzandola con nomi allettanti, come “Elixir Vitae” o “Polvere Magistrale”.

Con l’avanzare dei progressi in ambito chimico e farmaceutico, naturalmente, la popolarità di questa prodotto diminuì. Si smise di produrlo e andò perduto il processo di preparazione. Da un articolo a cura di Lucio Forte (pubblicato sulla rivista “PER” di Salvare Palermo) apprendiamo alcuni utili dettagli. La polvere doveva essere quanto più fine possibile, priva di ogni impurità. In questo modo potevano rimanere soltanto gli elementi alcalini che apportavano benefici.

A dimostrazione della popolarità della Polvere di Baida, le cronache datate parlano di veri e propri “pellegrinaggi” a Baida, dove ci si abbeverava alle sorgenti che sgorgavano nei pressi della chiesa, poiché anche queste si ritenevano medicamentose e, comunque, sacre.

Articoli correlati