Avete mai mangiato la Rascatura? A un osservatore più attento potrà sembrare una crocché venuta male, ma non lo è affatto. Lungi dall’essere un errore, è una preparazione che affonda le radici nell’arte popolare di arrangiarsi e creare qualcosa di nuovo – e delizioso – con una materia prima destinata allo scarto.

La Rascatura, come suggerisce il nome, si ottiene raschiando i pentoloni utilizzati per la preparazione di panelle e crocchè, raccogliendo dunque i residui di impasto non utilizzati, che vengono mischiati e fritti. Si crea così un delizioso mix di farina di ceci, patate e prezzemolo. La forma è quella ovoidale della crocché, ma l’aspetto e il gusto sono diversi.

Difficile dare uno standard di preparazione alla Rascatura. Come potete immaginare, dato che si tratta di rimanenze di produzione, è impossibile che abbia lo stesso sapore da una friggitoria all’altra. Accade, inoltre, di trovare versioni personalizzate con aromi, spezie, o piccole aggiunte. Il risultato, comunque, è sempre eccellente.