I biscotti siciliani di San Martino

  • Sammartinelli ricetta e storia di un classico della pasticceria siciliana.
  • Provengono dalla tradizione povera e, ancora oggi, non possono mancare.
  • Come sono nati e come si preparano: ingredienti e procedimento.

Ogni anno, quando arriva l’11 novembre, i siciliani sanno bene che c’è un appuntamento da rispettare: quello con la Festa di San Martino. Come accade in occasione delle festività più tradizionali, anche in questo caso si passa inevitabilmente dalla tavola, con ricette e piatti tipici. Possono, dunque, mancare dei dolci speciali?

La domanda, naturalmente, è retorica. Quando si pensa a questo giorno dell’anno, è impossibile non pensare ai mitici Sammartinelli biscotti siciliani che, nonostante la consistenza che potremmo definire “impegnativa”, sono amatissimi. Profumo di anice e gusto unico: una vera istituzione della pasticceria made in Sicily.

Sammartinelli Siciliani cosa sono?

I biscotti di San Martino possono essere secchi o anche farciti con crema di ricotta (il cosiddetto “Rasco) o marmellata, ma non solo. Ne esiste anche una versione un po’ più morbida, con uno strato di confettura al cedro in mezzo, con sopra una glassa di zucchero, decori di ghiaccia reale e, a coronamento un cioccolatino, di quelli rettangolari con la cappa semicilindrica. Ma come sono nate queste meraviglie?

I Sammartinelli sarebbero un’evoluzione di alcuni alimenti poveri e semplici. Nella cultura greca ci sono due feste che potrebbero ricordare San Martino, da intendere come celebrazione della vendemmia, accompagnata da pani rituali. Questo è quanto ci racconta Giuseppe Pitrè. C’era un pane, in particolare, preparato con i semi di tutte le piante conosciute.

Il pane venne poi sostituito dai “kollyba”, cioè piccoli pani impastati con mandorle, melograno e uva passa. Facendo un piccolo salto avanti nel tempo, troviamo anche piccoli pani-focaccia con semi di cumino selvatico (il “finto anice“), ai tempi di Federico II.

Nel giorno di San Martino, in passato, i più poveri accompagnavano un modesto pasto con vino novello, concludendo il pasto con il Sammartinello bagnato nel Moscato, uva dolce e profumata. I benestanti, invece, imbandivano la tavola con carni e annaffiavano tutto con tanto vino nuovo. Ancora oggi, inzuppare i biscotti secchi di San Martino nel vino dolce è un vero e proprio rituale.

Per partire dalle basi, vogliamo suggerirvi la ricetta dei Sammartinelli più semplici. Quelli da inzuppare. Non potrebbe essere diversamente: d’altronde, sappiamo bene che le cose semplici sono anche le più buone.

Ricetta dei Sammartinelli

Ingredienti

  • 1 kg di farina 00;
  • 300 g di zucchero;
  • 250 g di strutto;
  • 60 g di lievito;
  • 40 g di semi d’anice.

Procedimento

  1. Per fare i Sammartinelli Siciliani dovete anzitutto lavorare la farina con lo zucchero, lo strutto ammorbidito e il lievito, sciolto in una tazza di acqua tiepida.
  2. Aggiungete i semi d’anice.
  3. Lavorate il composto con cura, fino ad ottenere un impasto compatto.
  4. Quando sarà diventato omogeneo, fate riposare per circa mezz’ora.
  5. Stendete la pasta e formate tante chioccioline.
  6. Mettete i biscotti a lievitare su una teglia unta d’olio.
  7. Lasciate riposare per circa un’ora.
  8. Cuocete nel forno caldo, a 250°C in modalità statica, per circa 20 minuti. Devono essere dorati, non scurirsi troppo.
  9. Sfornate, fate freddare e accompagnate con vino Novello, Moscato o Passito.

Buon appetito e Buona Festa di San Martino! – Foto di Salvatore Di Blanda.

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