I nomi tipici di ortaggi e verdure siciliane.

  • Parla come mangi: mai modo di dire fu più adatto.
  • Si sa che i siciliani devono sempre distinguersi, soprattutto in cucina.
  • Ecco alcuni nomi che possono capire solo loro.

Quando si parla di buoni prodotti della terra, la Sicilia non teme confronti. L’isola vanta una tradizione agricola di tutto rispetto: in tutto il territorio, da secoli, si producono ortaggi e verdure davvero eccellenti, sapori genuini che stanno tornando in auge. A rendere unici ortaggi e verdure siciliane sono, anzitutto, i loro nomi. Di fronte a determinati appellativi, chi non è originario dell’Isola potrebbe un po’ storcere il naso. Non ci credete? Allora seguiteci alla scoperta di alcuni nomi che solo i siciliani possono capire.

Se vi dicono “sinapa“, ad esempio, a cosa pensate? Si tratta della cicoria selvatica. La “nivia” non ha nulla a che vedere con la neve: è semplicemente l’indivia! Qualora vi proponessero al mercato i “purranei”, sappiate che si tratta di cicoria spinosa, mentre la “cucuzza i sett’anni” altro non è che la celebre zucchina spinosa. Il termine “cucuzza” indica la zucca o anche la zucchina lunga (“cucuzza longa“), mentre se sentite parlare di “taddi” e “tenerumi“, il riferimento è proprio alle foglie più tenere della zucchina lunga. Ai broccoli si può dedicare un intero capitolo, tra vrocculi, sparacelli e vrocculi a mazzi). Facile riconoscere la “lattuca“, i “citrola” e i “mulinciani“. I “pipi” sono i peperoni, mentre gli asparagi si chiamano “sparici”. Il primato va sicuramente al “cavolicello”, che vanta una serie di nomi di tutto rispetto: cavuliceddu, caluceddu, caliceddi, cauricellu, quaricellu, cauliceddu, qualeddu, rapudda, rapuzza, caluzzi, qualazzo. Chiudiamo in bellezza, con “cacocciuli“, cioè carciofi, e “carduna“, cioè i cardi. Foto: Benjamín Núñez González –  CC Attribution-Share Alike 4.0 International.

Articoli correlati